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LA NAZIONE - Cronaca di Livorno - 23 Gennaio 2007 | ore 00:00



L'APPELLO DELLA MADRE

"Aiutateci a curare Azzurra"

Ha 4 anni e soffre di una rara sindrome 

Quel 26 dicembre del 2005 la famiglia Incrocci lo ricorda bene. La loro Azzurra, all'epoca 3 anni, aveva 41 e 8 di febbre. "e la temperatura non scendeva in nessun modo - spiega la madre Cinzia Mascagni - neppure con il ghiaciio". Un episodio che racconta solo in parte la malattia della piccola e i momenti difficili dei suoi genitori. Dopo soltanto alcuni anni  ad Azzurra è stata diagnosticata la Sindrome di Leigh, un "difetto del complesso IV citocromo", che snocciola ormai termini tecnici con rassegnazione.

Una malattia che non le permette di parlare, camminare, muovere le braccia o le gambe. Anche mangiare è uno ostacolo per questa bimba che a vissuto soltanto un anno della sua vita nella casa a Livorno: per 3 anni è stata sballottata da un ospedale a un altro attraversando tutta Italia  alla ricerca di un centro che la potesse curare  o di un medico specializzato in grado di ridarle quella vita che non ha. Ora i genitori chiedono di poter portare la loro bimba negli Stati Uniti, in Florida. "Negli Usa - affermano - possono curarla con l'ossigenoterapia, tramite la camera iperbarica". Un trattamento che costa 300 mila euro. Cifra che né la madre operaia, né il padre muratore hanno. E per questo hanno lanciato un appello attraverso la Banca nazionale del Lavoro.

"Sto facendo verificare - dice l'assessore alle Politiche sociali Alfio Baldi - perchè non esistono le condizioni di un'assistenza in Italia. Comprendiamo il dolore della famiglia e lo rispettiamo, ma dobbiamo capire se la cura negli Stati Uniti sia la cura migliore per la piccola.. Si tratta del primo appello di questo genere che si verifica in città".

L'usl fa sapere, attraverso il responsabile zona distretto Mario Rasetti che "La famiglia si è rivolta all'azienda in passato"."Lamentavano una scrsa assistenza domiciliare da parte nostra. Noi abbiamo risposto che si trattava del servizio dovuto. Poi, poco tempo fa, hanno fatto domanda ai nostri uffici competenti per ottenere il rimborso per sostenere le cure all'estero. Non abbiamo ancora una risposta in merito: stiamo esaminando i documenti





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